Venerdì, 15 Novembre 2019

La Biografia

La vita di Mons. Delle Nocche e la bibliografia
in MUSEO DIOCESANO di Tricarico, Sezione Raffaello Delle Nocche, Servo di Dio, Vescovo di Tricarico (DVD multimediale, Tricarico 2009)

L'infanzia e gli anni della formazione (1877 - 1901) Infanzia e adolescenza Raffaello Delle Nocche nacque a Marano, a circa 11 km da Napoli, il 19 aprile 1877 da Vincenzo e Carmela Virgilio nella loro casa sita in contrada Arecca, a nord del paese. Il parto fu difficile e il nome prescelto (in ebraico "medicina di Dio"), fu consigliato dalla zia suora, per porre il bambino sotto la protezione di S. Raffaele. Nell'archivio parrocchiale di Marano risulta che il piccolo fu battezzato il 20 aprile del 1877. La famiglia fu in seguito allietata dalla nascita di due bambine: Anna che seguì la zia nel monastero di Aversa e morì in età assai giovane e Marietta che rimarrà fino alla sua morte a fianco del fratello. I Delle Nocche nel 1882 si trasferirono nel nucleo principale di Marano. Qui Raffaello frequentò la scuola elementare e dal 1889 al 1894 continuò i suoi studi presso il Liceo-ginnasio "Vittorio Emanuele" di Napoli, ove ebbe come docente di italiano don Giuseppe Monaco di Tricarico. Già in quegli anni non faceva mistero delle sue convinzioni religiose, anche di fronte a insegnanti liberi pensatori o massoni. Rimase noto un suo scontro con il prof. Angelo Corsaro, suo insegnante di lettere. Era costui un massone della più alta gerarchia il quale, un giorno, nel vedere il suo allievo alzarsi e farsi il segno della Croce al suono dell'Angelus di mezzogiorno, senza esitazione ebbe a dire: "Tutti i preti sono dei mascalzoni!". Al che il giovane Raffaello rispose: "Anche i professori sono a volte dei mascalzoni!". Quegli indispettito di rimando: "Sì, sì, ripeti pure Pater noster e frequenta la chiesa… diventerai prete, ti faranno pure vescovo!...". Fu profeta. Il seminario e la vita sacerdotale Ultimato il ginnasio, il giovane Raffaello manifestò ai genitori la volontà di andare in seminario; era l'unico figlio maschio ed è naturale che il padre accarezzasse per lui altri progetti. Nel 1894 entrò nel Seminario arcivescovile di Napoli. Compiuti gli studi teologici, venne ordinato sacerdote il 1° giugno 1901. Tornò quindi a Marano dove, se pur per pochi mesi, svolse le mansioni dei preti novelli, cioè di aiuto nella parrocchia di S. Castrese.

 

Gli anni in Puglia (1901–1922)
Segretario di Gennaro Trama, Vescovo di Lecce
Nel 1901 il giovane Delle Nocche venne scelto come suo segretario dal vescovo di Lecce, Gennaro Trama, giurista di notevole levatura e già insegnante di diritto nel seminario di Napoli, ove aveva conosciuto le qualità di Raffaello, suo alunno. Delle Nocche ricoprì l'incarico per 14 anni, insegnando nel contempo scienze naturali nel seminario diocesano. L'esperienza leccese fu per Delle Nocche una palestra validissima, nel collaborare con Trama nell'organizzazione generale dell'Azione Cattolica e dell'insegnamento del catechismo nelle parrocchie della città. Fu pure direttore spirituale di collegi femminili e di suore ed ebbe intensi rapporti con il clero e i religiosi della città, specie con i Gesuiti che dirigevano il seminario regionale nel Collegio Argento. Si dedicò alle opere sociali suggerite dall'impronta di papa Leone XIII e contribuì alla fondazione della banca popolare Piccolo Credito Salentino e alla creazione de “L'Ordine”, un settimanale a carattere socio-religioso. Il 31 maggio 1912 divenne canonico onorario della cattedrale e nel novembre 1915 Benedetto XV lo nominò prelato domestico.

 

Rettore del Seminario Appulo-Lucano di Molfetta
A causa delle vicende connesse alla prima guerra mondiale, il seminario regionale di Lecce venne requisito dalle autorità militari, per impiantarvi un ospedale. Fu allora trasferito a Molfetta, anche per consentire la frequenza dei chierici della Basilicata, motivo per cui fu denominato seminario appulo-lucano. Inaugurato l’8 settembre 1915, ebbe subito una cinquantina di seminaristi. Raffaello Delle Nocche, che aveva compiuto 38 anni, ne fu nominato rettore. Affrontò con zelo e notevole capacità organizzativa i problemi che derivarono per il seminario, tra Molfetta e Terlizzi, a causa delle occupazioni militari e della chiamata alle armi dei giovani seminaristi. Grande fu la cura posta verso di questi anche dopo il conflitto, provvedendo alle loro necessità sanitarie (imperversava la “spagnola”) ed alimentari, ma soprattutto alla loro profonda formazione culturale e spirituale.
Il ritorno a Marano
Il 9 settembre 1920 Raffaello Delle Nocche lasciava l'incarico di rettore del seminario di Molfetta. Ne aveva maturato il proposito già nell’aprile dello stesso anno, nonostante il disappunto dell'episcopato pugliese e lucano, ove era diffuso un largo e sentito apprezzamento per l’opera da lui prestata. Chiese al Santo Padre una grazia per il servizio dato al seminario: conservare l'Eucaristia in casa per l'adorazione più continuata, anche notturna. Nell’autunno del 1920 ritornò a Marano, dove fu per due anni rettore della chiesa dell’Annunziata e direttore spirituale della cappella serotina di San Gaetano. In quegli anni terribili per l’infuriare dell’epidemia “spagnola”,seppe dare ulteriore prova di dedizione e coraggio, correndo al capezzale degli ammalati e non lesinando la sua collaborazione ovunque fosse chiamato. Fu nominato vicario foraneo e nel 1921 assistente del Circolo Universitario Cattolico Femminile di Napoli.


Vescovo di Tricarico (1922-1960)
Tricarico agli inizi degli anni '20
Nel 1922, allorquando Raffaello Delle Nocche si accingeva a reggere la diocesi di Tricarico, la cittadina, che contava poco più di 7.000 abitanti, viveva un periodo di accentuata povertà, aggravata dalle difficili comunicazioni, dalla ancor scarsa diffusione dell'istruzione, dalle ripercussioni del primo conflitto mondiale e dalla ripresa massiccia dell'esodo migratorio. Come in tutto il Mezzogiorno, le abitazioni dei ceti più poveri, braccianti e piccoli contadini, che conducevano un duro lavoro nei latifondi che raggiungevano a piedi o a dorso di muli, erano spesso delle grotte; diffuse erano però anche le dignitose dimore dei molti artigiani, che tramandavano antiche tecniche di lavorazione del legno, dell'argilla, del ferro, mentre i numerosi antichi palazzi signorili dei proprietari terrieri e dei notabili, assieme alle tante chiese e conventi, completavano l'immagine della cittadina. La cultura era attestata da preziose biblioteche private, monastiche e del Seminario vescovile. Diffuso era però l'analfabetismo. Il Comune stava installando l'illuminazione elettrica e l'acquedotto, mentre sotto la guida della Cattedra Ambulante di Agricoltura, si avviavano bonifiche e modernizzazioni nella grande azienda che Silvio Turati aveva creato nell'agro tricaricese, incentrata sul borgo di Calle. Don Pancrazio Toscano aveva già messo mano all'opera di ricovero ed assistenza dei poveri nel diroccato convento di S. Antonio. La diocesi soffriva della chiusura del seminario, in cui si erano formati molti sacerdoti ed anche tanti laici, guidati da docenti ben preparati nelle scienze umanistiche e teologiche. Parimenti risentiva del trasferimento, avvenuto nel
1919, del vescovo Giovanni Fiorentini alla sede di Catanzaro, seguito da una vacanza di oltre tre anni.

Tutto sulla vita di Raffaello Delle Nocche

In corde Jesu semper