Venerdì, 15 Novembre 2019

Raffaello delle Nocche

Raffaello Delle Nocche, nato a Marano di Napoli il 19 aprile 1877, fu ordinato sacerdote il 1° giugno 1901.
            Segretario fino al 1914 di Monsignor Gennaro Trama, Vescovo di Lecce, sì prodigò in un apostolato che, animato da perenne ed intimo colloquio con Dio, si espresse in sapiente direzione spirituale e in fecondo sviluppo di opere.
Nell'anno 1914 fu nominato primo Rettore del rinnovato Seminario Regionale Apulo-Lucano in Molfetta.
Eletto Vescovo alla Chiesa Cattedrale di Tricarico L’11 febbraio del 1922, vi fece solenne ingresso l'8 settembre, festa della Natività di Maria.
Costantemente illuminato da ardente devozione eucaristica e da tenera pietà mariana, in 38 anni di servizio pastorale, rinnovò il volto della diletta Diocesi, infondendo nel clero e nel popolo gli alti ideali che il suo cuore aveva lungamente maturati nella preghiera e nel sacrificio.
Nel 1923 fondò la Congregazione delle "Discepole di Gesù Eucaristico", perché gli fosse di valido aiuto nella realizzazione del suo programma: culto eucaristico, catechismo ed educazione delle nuove generazioni, destinate esse stesse ad essere fermento per la rinascita e per il progresso della società.
Coronò la sua lunga giornata terrena con una morte edificante, il 25 novembre 1960, dopo lunga malattia.
È sepolto nella Cattedrale di Tricarico.

            Da Napoli, dove nacque, dove visse la sua infanzia felice, dove studiò e maturò la sua risposta alla vocazione sacerdotale, il Signore lo guidò attraverso le tappe della sua missione pastorale fino all'incontro gioioso con Lui, nel quale si trasformò la sua morte nel vespro del 25 novembre 1960.
Ed egli disse il suo "si" umile e generoso quando il Signore lo chiamò a Lecce, giovanissimo sacerdote, al fianco del Vescovo Mons. Gennaro Trama, quale suo segretario; quando nei duri anni della guerra fu chiamato a Molfetta a reggere il nuovo seminario regionale, tra difficoltà di ogni genere; ed infine quando fu inviato, nel 1922, a Tricarico, dove sposò con appassionato amore la povera diocesi di cui era diventato pastore.
Aveva ricevuto dal Signore eccezionali doni di natura, ma sempre e dovunque egli si fece amare per la santità "ordinaria" della sua vita, svelando alle innumerevoli persone che conobbe e guidò la umanissima paternità di Dio.
Spese la sua vita, moltiplicandone le forze fino a tarda età, per il popolo affidato alle sue cure di pastore buono, facendosi sempre presente ai bisogni e alle sofferenze di tutti, a cominciare dai più umili e più poveri.
I suoi grandi amori: l'Eucaristia, la Madonna Santa e la Chiesa ispirarono la sua esperienza pastorale, la fondazione della Congregazione delle Discepole di Gesù Eucaristico, l'immane lavoro di direzione spirituale e di promozione umana che vivificò del suo amore, secondo il carisma ricevuto dal Signore.

 

Alla perfezione dobbiamo tendere con amore confidente e sereno.
A noi sembra che per amare il Signore dobbiamo fare cose singolari;
Gesù invece ci insegna che dobbiamo praticare le piccole e nascoste virtù di ogni giorno per diventare perfetti.
Cacciamo dai nostri cuori pensieri di interesse e siamo larghi, larghissimi di carità verso coloro che sono nel bisogno e nell'indulgenza.
Sia benedetto Dio che mortifica e vivifica e ciò sempre per il nostro bene, anche quando non lo comprendiamo.
Dobbiamo essere devoti di Maria e dimostrarlo con i fatti.

Raffaello Delle Nocche

 

 

 

 

In corde Jesu semper